Berlino negli anni ’60

La critica situazione di Berlino

La situazione della città di Berlino a quell’epoca era molto critica e particolare. Dopo la guerra tutta la Germania era stata affidata al controllo delle potenze vincitrici: USA, Inghilterra, Francia e Russia. La zona controllata dalla Russia era stata trasformata in Repubblica Democratica Tedesca (DDR o Germania Est), mai riconosciuta dalla Germania, infatti i tedeschi la chiamavano ostinatamente e semplicemente “die Zone” (la zona di occupazione sovietica).

La città di Berlino era praticamente un’isola all’interno della Germania Est.
Per raggiungere Berlino bisognava attraversare la zona Est con i relativi severissimi controlli sia sul confine di entrata uscendo dalla Repubblica Federale Tedesca, che all’entrata di Berlino e al contrario, partendo da Berlino verso la Germania occidentale.
Ho sperimentato io stesso questi controlli sul treno: ci facevano uscire dagli scompartimenti per controllare sotto i sedili e svitavano persino il soffitto del treno per esaminare, con delle torce elettriche, se non vi fosse nascosto qualche clandestino. Altra volta, partendo da Berlino con un pulmino stipato accuratamente di coperte e materiale per il campeggio con i nostri ragazzi nella Selva Nera, al confine ci fecero scaricare totalmente il pulmino. Il modo più facile era un volo aereo per raggiungere uno dei tre aeroporti: Tegel (in zona francese), Schöneberg (in zona americana) e Gatow (in zona britannica). Per questo i voli verso Berlino dalla Germania Ovest furono facilitati con tariffe molto ridotte.

Il Check-point di Glinicke Brücke

La città di Berlino, veniva a trovarsi nella zona sovietica ed era stata suddivisa a sua volta in quattro settori controllati da Russia, Inghilterra, Francia e USA. In pratica a Berlino si poteva circolare liberamente nelle tre zone (americana, inglese, francese), ma c’erano difficoltà per recarsi a Berlino Est (il settore controllato dai Russi). Il passaggio poteva avvenire in alcuni punti check point: senza difficoltà per gli stranieri, con molte restrizioni per i cittadini della RFT, impossibile ottenere un permesso per i berlinesi.

Confini difesi con filo spinato

Qualsiasi comunicazione (strade, ferrovia, via acqua) era interrotta e impedita. Le tre zone fin dal 1961, erano state racchiuse dal famoso muro o da strisce di filo spinato che nell’intento dovevano proteggere dall’aggressione occidentale, mentre in pratica servivano per impedire la fuga dall’Est verso Ovest. Molti tentativi di fuga venivano penalizzati con la morte. I Vopos (Volkspolizei = polizia popolare) avevano l’obbligo di sparare. Le strade erano state sbarrate, porte e finestre lungo questo confine murate, canali ostruiti.Come straniero potevo recarmi diverse volte a Berlino Est per portare qualche genere alimentare ad un confratello polacco che abitava in un appartamento. Un’altra volta accompagnai un superiore maggiore (don ter Schure) per andare a trovare questo confratello. Con la S-Bahn si arrivava alla stazione della Friedrich-Strasse, e per proseguire, bisognava entrare in un’altra parte della stazione. Al ritorno, si rientrava nel treno con circospezione perché eravamo sotto il tiro dei Vopos che dall’alto controllavano eventuali tentativi di fuga, con i mitra spianati pronti a sparare. Per i turisti c’erano dei tour per la città occidentale, e altri che includevano anche la parte orientale. Prima di lasciare Berlino, dopo il primo anno, il direttore volle che facessi un giro turistico completo. Mentre sull’autobus un poliziotto-donna controllava i passaporti dei passeggeri, qualcuno richiamò l’attenzione di tutti su un carrello sul quale c’era uno specchio con cui veniva ispezionato il di sotto dell’autobus. Il fatto suscitò una forte reazione nei turisti che fecero battute non tanto benevole nei confronti di questi controlli: l’agente-donna che stava controllando i passaporti, interruppe il suo lavoro e scese dal pullman, piena di vergogna. La vista della zona Est faceva enorme contrasto con la parte occidentale: case ancora rovinate dalla guerra (dopo 20 anni), negozi vuoti, vetrine con pochissima merce esposta, grigiore e abbandono davano un’impressione di desolazione.

La tensione in città era sovente percepibile. Quando il parlamento tedesco, rivendicando la sua capitale, decideva di fare le proprie riunioni a Berlino, per protesta avvenivano rumorosissime incursioni di MIG russi a bassissima quota che facevano addirittura saltare i vetri delle finestre.

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