Musica organistica

Registrazione di concerti di organo

Con le mie attrezzature per la registrazione, riprendevo sovente concerti di organo organizzati in varie chiese di Torino e dintorni dal famoso organista M° Arturo Sacchetti. Nella chiesa esterna dei salesiani della “Crocetta” egli aveva proposto varie serie di concerti che si estendevano nel tempo (uno alla settimana), suonando opere omnia di famosi musici come Bach, Liszt, Buxtehude, Franck, Widor, Brahms, Schumann, Bossi, Perosi, ecc. che io registravo, raccogliendo notevoli repertori di musica organistica. Crebbe l’amicizia con il M° Sacchetti e anche la fiducia che egli riponeva in me, affidandomi queste musiche per edizioni discografiche. Insieme progettavamo e proponevamo diversi filoni: feste liturgiche (Natale, Epifania, Pasqua), organi tipici, autori, chiese, ecc.

L’organo nei secoli

Altra grande iniziativa fu la registrazione e l’edizione di una vera e propria enciclopedia organistica intitolata L’Organo nei secoli. La musica d’organo da Frescobaldi ai nostri giorni. La proposta venne dal M° Sacchetti, nel bel mezzo della sua carriera concertistica. Egli aveva inciso e pubblicato in proprio alcuni dischi: ma offriva a noi la gestione di quei dischi e ci proponeva di organizzare sistematicamente la registrazione e la edizione di una quindicina di album di musica organistica dedicata alle varie scuole e correnti in Italia, Francia, Spagna, Inghilterra, Germania. L’opera venne definendosi strada facendo, mettendo insieme i brani e gli autori, per cui quando lasciai la LDC si prospettavano 23 album, contenenti alcuni un disco solo, altri due o tre dischi. Ogni album era accompagnato da un fascicolo con la presentazione culturale e musicale dell’epoca, accenni alla tradizione liturgica, le scuole organarie con documentazione fotografica, i singoli autori e i pezzi scelti di ogni autore. Gli ultimi tre dischi si fermarono a J.B. Bach e, causa il mio trasferimento a Roma la produzione si interruppe lasciando incompleta l’opera progettata. Quest’opera avrebbe potuto avere un grande successo se la LDC avesse creduto a se stessa. Entrando in possesso di una mole di musica organistica registrata l’editrice avrebbe potuto utilizzarla in tanti modi, essendo proprietaria di esecuzioni originali (edizioni estere o internazionali, sonorizzazioni, diversi assemblaggi ed edizioni di CD-Rom, ecc.). Poteva avere l’esclusiva di un valente organista quale Sacchetti, che contava allora al suo attivo oltre duemilacinquecento concerti e divenuto, in quegli anni tra l’altro, direttore dei programmi musicali della Radio Vaticana.

Altre serie di dischi di musica organistica

Oltre all’opera sonora enciclopedica dell’Organo nei secoli, si stavano profilando e concretizzando altre serie di dischi di musica organistica: uno dedicato a temi liturgici (uscì un album di 2 dischi con musiche natalizie); un’altra serie dedicata agli organi antichi e alle scuole organarie; infine una serie dedicata all’organo come strumento, costruita con gli stessi criteri con cui un maestro israeliano aveva presentato i singoli strumenti dell’orchestra. Questa serie doveva essere didattica, far sentire i vari timbri caratteristici di organi di diverse scuole ed epoche, e sarebbe stata accompagnata da documentazione fotografica (avevamo già iniziato a fare con l’aiuto del mio confratello Emanuele Polato). Ricordo di aver fatto riprese organistiche e fotografiche a Roma nella basilica del Laterano e in Santa Maria in Trastevere. Sarebbe stato molto interessante e un’opera unica al mondo, vendibile ovunque.

Devo dire per la cronaca e per la mia onestà che dell’abbondanza di strumentazione e di materiale (dischi e cassette) che avevo, lasciando la LDC non mi portai via se non alcune serie (di recupero) di cassette con corsi linguistici. Mi portai via altresì un registratore a cassette UHER che in Russia si guastò definitivamente, lasciandomi senza nulla. La comunità don Bosco dell’UPS, alla mia partenza per la Russia, mi regalò un radio registratore portatile, abbastanza ingombrante che non avrei voluto e che mi spedirono poi in Russia. Per sdoganarlo furono pagate cifre inadeguate al valore oggettivo.

L’esperienza più interessante di tutto il lavoro fatto nel settore musicale furono i contatti con tanti studi di registrazione, tecnici, musicisti, corali.

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