Apicultore e Meteorologo

Meteorologo

L’altra attività che mi vide impegnato per anni con costanza era la stazione meteorologica: una cassetta con rete metallica, appesa sotto il portico, che conteneva un termometro M/m, un barometro e un igrometro. Ogni mattina e sera annotavo i dati e li trascrivevo su mezzi fogli di quaderno a quadretti con matite colorate, tracciando così il diagramma mensile. In seguito aggiunsi anche i segni della nuvolosità e delle precipitazioni e anche i venti. Questi dati li conservo ancora come segno di un lavoro scrupoloso, studiando il quale arrivavo anche a fare delle previsioni azzeccate del tempo. Questa passione avrei voluto trasmetterla in seguito agli scout, ma non riuscii mai a trovare qualcuno interessato. L’attività meteorologica, almeno per la temperatura la continuai in Russia, dopo essermi procurato un termometro elettronico di massima e minima. Dal novembre 1997 ho emesso mensilmente i diagrammi della temperatura fino al 2008.

Apicultore

Non ricordo se mi scelsero o se optai io stesso. Il mio ex compagno di Penango Gizzi Arcangelo, mi affiancò a Muzzin che mi introdusse nella conoscenza e nel lavoro con le api. Come ogni altro lavoro lo presi sul serio e approfondii la mia conoscenza del mondo delle api, leggendo libri, annotando accuratamente la vita delle 16 arnie che avevo da custodire.

Arrivai a ottimi risultati soprattutto con la raccolta del miele. Avevo acquisito una discreta competenza sulla vita delle api, sul loro ciclo vitale e sul loro lavoro. Studiavo la danza delle api dalla quale si poteva sapere dove andavano a raccogliere il nettare per fare il miele. Sapevo distinguere dal suono che emetteva un alveare se era orfano o no, e se stava in procinto di sciamare. Il recupero degli sciami durante il mese di maggio mi vide protagonista di diversi episodi impegnativi ma anche, per lo più, fortunati. Una volta assistetti casualmente al volo nuziale e all’accoppiamento di una regina. A fine maggio avveniva in genere la prima smielatura, mentre un’altra seguiva a fine giugno, prima di portare le api a Montalenghe per il mese di luglio e agosto.Là avveniva la fioritura dei castagni. Questo miele lo recuperavamo a settembre. Non poche volte venivo chiamato anche in paese a recuperare degli sciami. Una volta di domenica mi riuscì di recuperare uno sciame nel modo più classico con la cattura della regina. A fine ottobre si preparavano gli alveari allo svernamento, provvedendo loro sufficiente cibo fino al mese di marzo. A mia volta trasmisi le mie conoscenze negli ultimi due anni a Vazzaz e a Delsanto. Per le api avevo non soltanto molta simpatia e competenza, ma anche una vera passione che mi faceva sacrificare quasi sempre tutte le ore di ricreazione. D’altra parte questo lavoro mi dispensava dagli altri lavori della casa (la pulizia degli ambienti, del refettorio, ecc.) cui erano destinati gli altri a turno.

Dalla pratica alla riflessione. Un parroco apicoltore di un vicino paese, che ogni tanto veniva invitato a tenerci il ritiro mensile (esercizio di Buona morte), usava portare esempi riferentisi alle api: mi restavano impressi e mi chiedevo come avrei potuto anch’io trarre esempi spirituali dalla natura. Queste riflessioni mi tornarono alla mente diversi anni dopo, quando, lavorando con gli scout, riuscivo a leggere e interpretare la natura che ci circonda, come “Parola di Dio” rivolta a noi. Dio ci parla in tanti modi e anche la creazione è il grande libro di Dio nel quale si può leggere la Parola realizzata.

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