Inaugurazione della rete URBE

La storica giornata dell’inaugurazione della rete URBE presso l’UPS …
Presentazione del programma Aleph ai nostri benefattori di Benevolentia: Dr. Voss e Dr. Merkx. In mezzo i Rettori Giannatelli e Bertone. –  Il relatore, d. Tabarelli, direttore della rete URBE.  –  Al tavolo la dott.ssa Bergami, il dr. ‎Wieers, il Rettor magnifico D. Farina (in seguito Cardinale e Bibliotecario di S.R. ‎Chiesa).

Con una certa soddisfazione e solennità organizzammo nel maggio 1994 l’inaugurazione della rete con manifestazioni ufficiali presso l’UPS e la Università gregoriana. Per questa occasione pubblicammo un volume illustrato che ci costò ben 41 milioni di lire. Le spese erano quasi tutte coperte, parte con inserzioni pubblicitarie di vari sponsor, parte con l’acquisto dei volumi promesse dai rettori (che poi però non furono di parola).

Inaugurazione ufficiale di URBE presso la università Gregoriana: Dr. Rebernik, d. Tabarelli, il Rettore P. Pittau e Azriel Morag direttore generale di Aleph.‎

Non era facile tirare la carretta di URBE. Le forze centrifughe erano sempre all’erta per il desiderio di protagonismo di alcuni e per la non convinta volontà di lavorare insieme. Capii la difficoltà dell’unità e del mettere in comune le proprie risorse. Ci sarebbe stato da guadagnare per tutti se avessero capito l’importanza della collaborazione e della condivisione. Invece la chiusura di alcune istituzioni arrivava a rifiutare l’apertura reciproca. Le cause io le riportavo al fatto che non tutti i bibliotecari erano degli esperti, ma solo dei professori incaricati, perlopiù saccenti e pieni di pretese e di remore. Gli economi, che mi convocarono alcune volte nelle loro riunioni, volevano sapere quali erano i vantaggi della rete. I Rettori, consapevoli del loro potere, avevano paura di perdere la loro autorità di fronte alla competenza di alcuni. Io credevo fermamente al nostro progetto, anche quando, per contrasti personali, perdemmo la presenza del dottor Rebernik. La morte di padre Miguel Otero (dell’Antonianum) e la nomina ad abate di p. Benno Malfer (Anselmianum), mi lasciarono solo a combattere e a cercare di far entrare nella mentalità e nello spirito di URBE i nuovi bibliotecari che venivano cambiati come le ruote. Si accentuavano sempre più le difficoltà che non i vantaggi. Avevamo messo insieme uno statuto e ora si trattava anche di creare un regolamento. Quando me ne andai, cercai di lanciare un appello alla collaborazione e alla comunicazione reciproca che vedevo sempre più diminuire. Il mio successore a direttore della rete non aveva la conoscenza, lo spirito e l’energia necessaria per dare un po’ di entusiasmo, per cui venni a sapere del diminuire della collaborazione e dei collegamenti di rete. Il progetto completo di Urbe prevedeva un progressivo allargamento ai collegi e poi alle biblioteche ecclesiastiche e civili di Roma, d’Italia e del mondo, ma purtroppo non venne mai realizzato.

Molti altri progetti preventivati non vennero mai realizzati, tra cui, gravissimo, il catalogo unico sul quale si discusse a lungo. Ci furono delle interessanti e utili collaborazioni soprattutto nel campo della formazione del personale, corsi e conferenze su argomenti di comune interesse, ma, secondo me è venuta a mancare sempre più la collaborazione effettiva che avrebbe potuto portare a dei risultati di eccellenza. In seguito seppi dei festeggiamenti per il 20° anniversario della fondazione e anche nel 25°, ma gli obiettivi diventarono sempre più teorici.

E’ mancata la convinzione e il coraggio di andare avanti, perdendo magnifiche occasioni per realizzare progetti di futuro. In ambito ecclesiale si fanno tante parole, troppe e manca la volontà trascinatrice che realizza. L’ABEI alla cui testa avremmo voluto proporci, ha proseguito per la sua strada creando un proprio polo in SBN.

Una risposta a “Inaugurazione della rete URBE”

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