Il Paese

Torrita di Siena è un borgo medievale nell’aspetto e nelle tradizioni, gelosamente custodite.

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La mia presenza in parrocchia era discreta, non invadente: facevo quello che mi era stato suggerito. Cercavo anzitutto di imparare, osservare, di essere presente alle lezioni di catechismo la domenica, vedendo quello che veniva fatto. Appoggiavo l’iniziativa dell’Oratorio, nata spontaneamente proposta da un gruppo di insegnanti sensibili alle necessità della gioventù. Mi informavo sulle attività che venivano organizzate dalle varie associazioni che man mano venivo scoprendo.

Palazzo comunale di Torrita imbandierato

Dico scoprire, perché mancavano informazioni e comunicazioni. Girando per le stradine del borgo trovo non solo le chiese, che sono una decina, ma anche le insegne delle contrade, legate alle “porte” del borgo (Porta Gavina, Porta a Pago, Porta a Sole, Porta Nuova), ciascuna con le loro bandiere, i loro colori e le loro uniformi, le loro sedi. Scopro tante associazioni, Accademia degli Oscuri, Centro turistico, la Misericordia, le Acli, Associazione Sagra san Giuseppe diventata poi la folkloristica manifestazione del Palio dei somari, con le sfilate storiche in costume, gli sbandieratori, le clarine, i tamburini, società musicali, la banda, il coro parrocchiale, sportive: società di tamburello, associazione moto e auto d’epoca, tante iniziative culturali: la biblioteca comunale, la biblioteca parrocchiale, settimana del libro, “memorie di carta”, archivi, mostre, ecc.

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