Formazione scout

Correva l’anno 1973, anno che mi ricorda la data del 5 agosto, quando fui ordinato sacerdote. Dopo lo studio della teologia in Germania, a Benediktbeuern, ero tornato in Italia come diacono e assegnato alla
comunità di Leumann, dove, nella associata parrocchia, seguivo il gruppo dei chierichetti. Il direttore dell’oratorio, don Edoardo Serra, mi propose di seguire gli scout assegnandomi come Baloo (assistente ecclesiastico) al Branco dei Lupetti. Se non erro, era Akela (capo branco) Beppe Cavallaro. Ricordo che in
quello stesso anno si venivano fondendo le due associazioni scout, quella maschile (ASCI – Associazione Scout Cattolici Italiani) e quella femminile (AGI – Associazione Guide Italiane) in un’unica associazione: AGESCI (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani). Nelle Comunità Capi si dibatteva il tema della mixité, della collaborazione e della doppia conduzione nelle comunità scout, tema discusso perché negli oratori salesiani vigeva ancora rigidamente la separazione tra maschi e femmine.
Per sentirmi sempre più coinvolto e sufficientemente competente, mi ero iscritto fin dai primi anni di scoutismo ad un campo di formazione Assistenti Scout che si svolgeva presso una delle basi di formazione scout: Colico sul Lago di Como. Ilcampo era guidato dal famoso Baden (Mons. Andrea Ghetti). Una figura mitica dello scoutismo lombardo e italiano. Di questo campo ricordo in particolare l’ardua impresa della saluta verso la Val Codera.

Iniziò così anche per me la partecipazione alle attività scout: riunioni direttive e formative della Comunità Capi (CoCa) alla quale partecipavo assieme agli altri due AE: Don Valentino Meloni che seguiva la componente femminile (Cerchio delle Coccinelle e riparto Guide), don Pietro Damu che invece seguiva come AE la branca R/S (noviziato e clan). Per me la partecipazione consisteva nel seguire la branca E/G e i Lupetti attività settimanali del Branco e nelle riunioni di DdB (Direzione di Branco), CdA (Consiglio degli Anziani), nelle vacanze di Branco (estive e invernali) e soprattutto il reparto degli Esploratori battezzato
“San Domingo”.

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