Coredo, paese di adozione

Coredo: Il paese di adozione

Come ho detto sopra, partendo da Roma nel 1997, depositai le mie cose da mia sorella Rita, da anni sposata e domiciliata a Coredo in val di Non. Al mio paese nativo, dove viveva il fratello più anziano e le due sorelle più giovani, non c’era posto per me. Mio cognato Celestino aveva insistito perché trasferissi le mie masserizie in casa sua e così fui accolto a Coredo, dove mi riservarono una camera, trovando un punto di riferimento, quando andavo in “famiglia”.

Visione di Còredo

Nella nuova casa mi trovai sempre bene, accolto con affetto da mia sorella e dalle famiglie dei nipoti che mi vogliono bene, anche dopo la morte del loro papà nel 2004. Una delle visite che obbligatoriamente faccio quasi ogni giorno tornando in paese, è la tomba di mio cognato che ringrazio per la sua generosità che si perpetua nel tempo. Anche in parrocchia mi accolgono bene e con simpatia, soprattutto l’anziano parroco don Marco che aveva molta simpatia per la Russia. Anche il nuovo parroco don Franco, continuando la tradizione affidatagli da don Marco, mi invita ogni anno per aiuto pastorale: ai Santi, a Natale e a Pasqua. Durante il periodo passato in Russia anche il Gruppo missionario mi aveva adottato, aiutandomi anche finanziariamente. Diverse famiglie mi affidano intenzioni per la celebrazione di messe. Nei pochi giorni che ritorno a Coredo, sono solito visitare anche alcuni ammalati o anziani che mi raccomandano.

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