Capacità organizzativa

Alla LDC ho conosciuto un confratello coadiutore (Annibale Baggio) che era stato diversi anni a Cuba e, dopo l’espulsione, lavorò molti anni alla LDC nel settore commerciale e, come libraio, presso le filiali di Bologna, Genova, Milano e Ancona. Nel suo entusiasmo diceva di riconoscersi un talento di organizzatore. Altrettanto potrei dire anch’io di me stesso vedendo a posteriori i risultati ottenuti nei vari luoghi e nelle diverse occupazioni che ho dovuto svolgere. La concretezza a cui sopra facevo accenno si manifestò anche nello svolgimento del mio lavoro e nella modalità di gestione delle responsabilità avute.
Oso menzionare alcuni campi nei quali mi sembra di aver lavorato con maggior successo e dove emerge la mia mente sistematica e organizzatrice. Accenno solo alla organizzazione del settore musicale presso la LDC, alla fondazione e gestione della editrice CSDB in Russia, alla organizzazione ed edizione del Bollettino Salesiano in lingua russa. Non ultima la riorganizzazione della Biblioteca UPS a Roma e la realizzazione della rete URBE con le biblioteche pontificie.

Organizzare, schematizzare, sistematizzare, analizzare, programmare: per me era il modo di agire e di procedere, una mentalità che aiuta a raggiungere completezza, avendo uno sguardo complessivo sulla questione senza perdere di vista aspetti importanti. Dopo aver analizzato tutti gli elementi, stendo una sintesi, pianifico il lavoro e cerco di realizzarlo, dopo aver identificato il modo migliore di riuscire. Ai miei collaboratori dicevo che più che eseguire un lavoro, era più importante avere un metodo per lavorare, ovviamente nel modo più efficace e nel minor tempo possibile. Ricordo l’affermazione di una bibliotecaria che un giorno mi disse: “Lei mi ha insegnato a lavorare”: era il miglior ringraziamento che ricevevo.
Esempi: accingendosi a realizzare un progetto, preparando un poster, o semplicemente scrivendo un articolo si arriva a non tralasciare nessuna informazione necessaria, se si riesce a rispondere a cinque domande (chi, che cosa, quando, come, dove; in tedesco: Was, Wo, Wer, Wann, Warum). Un altro modo è quello dello stile scout dell’impresa: (ideazione, lancio, programmazione pratica [chi, che cosa, quando, come, dove], esecuzione, revisione, fiesta).

Essendo un tipo secondario, di fronte ad un problema non improvviso le decisioni, non sono precipitoso, ma rifletto a lungo ponderando tutte le possibilità e conseguenze fino a giungere alla soluzione più consona. Mi meraviglio e mi sento umiliato che altri, magari superiori, mi propongano o addirittura impongano soluzioni e decisioni affrettate prese di autorità e con nessuna competenza. Una volta presa la decisione mi sento profondamente motivato e convinto per cui poi vado avanti con risolutezza cercando di perseguire le mete prefissatemi superando tutti gli ostacoli con pazienza e tenacia.

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