Musica e tecniche audio

Nascita del settore musicale

Arrivato alla LDC nel 1970, trovai a lavorare nel settore audiovisivi soltanto don Bartolino Bartolini e il sig. Severino Fabris. Nel 1971-72 il direttore pensò di creare anche un settore musicale con un addetto specifico che fu don Giuseppe Spigo, proveniente da Verona e che aveva aiutato per un anno l’ufficio editoriale come segretario. Don Spigo iniziò un ufficio musicale al secondo piano del palazzo degli audiovisivi. Come unico strumento aveva un giradischi-amplificatore di proprietà dell’oratorio (egli era anche incaricato delle squadre sportive). Purtroppo don Spigo, nell’estate del 1973 si ammalò di un cancro maligno all’addome che lo consumò in pochi mesi: morì il 1° febbraio 1974. Avevo notato il suo pallore quando nell’agosto precedente aveva partecipato al mio paese alla mia ordinazione. Già durante la sua malattia e poi dopo la morte, il suo settore fu affidato a me. Incominciai così ad organizzare anche questo settore, collaborando per le registrazioni con il maestro don Antonio Fant, ottimo musico.

Strumenti e attrezzature

La strumentazione cresce

Il settore musicale non aveva alcun strumento. Pensai poco alla volta di rifornirlo di un registratore professionale con cui si potessero ascoltare e riprodurre i nastri originali di bobine a 38 cm/s archiviati in un armadio. Le registrazioni professionali le facevamo in vari studi di registrazione a Torino, talvolta anche a Milano o in altre città. Incominciai così a vedere le tecniche di registrazione della musica, di mixaggio. Registravamo musica (canti con basi strumentali) oppure sonorizzazioni di filmine e diapositive. In uno studio mobile di Milano vidi un Revox 700 con 4 ingressi e miscelatore. Pensai che poteva essere uno strumento utile anche per noi e farci risparmiare il costo dei tecnici.

Dopo un revox professionale, questo fu il secondo strumento che acquistai. Man mano che imparavo nuove tecniche, aumentavo anche la qualità della strumentazione. Nel 1979 ebbi l’occasione di frequentare a Venezia 3 corsi di tecniche sonore di tre giorni ciascuno organizzati e proposti dalla Polynia: registrazione dal vivo, registrazione in studio e sonorizzazioni. Assieme a me, a due di questi corsi partecipò anche Renato Campajola con il quale collaborai poi per anni, avendo lui messo in piedi uno studio mobile di registrazione. Ma per lo più egli veniva come esperto di sostegno, utilizzando noi le nostre apparecchiature. Mi ero procurato una batteria di microfoni professionali, acquistati in blocco per poco dalla Feeling Record, uno studio professionale che aveva chiuso l’attività. Da questo studio acquistai anche uno STUDER professionale per i montaggi. Ero così attrezzato sia per le registrazioni dal vivo che per il lavoro in studio.

Regia di registrazione con R. Campajola

Per fare tutta la mole di lavoro (ascolto, montaggi, taglio, mixaggi, duplicazione di master, trascrizione in cassette, ecc.) attrezzai poco alla volta un piccolo studio insonorizzato con banco di 24 canali, un quadro incroci che mi permetteva di collegare qualsiasi apparecchio con gli altri, una torretta di strumenti vari quali sintonizzatori, compressori, filtri sonori, eco, ecc. Per questo studio acquistai anche uno STUDER professionale per i montaggi. Ero così attrezzato sia per le registrazioni dal vivo che per il lavoro in studio. Facevo sonorizzazioni, registravo il commento con attori e speaker professionisti, mixavo il parlato con un sottofondo musicale e infine preparavo i master per la duplicazione delle cassette.

Per le registrazioni fuori studio si trattava principalmente di riprese organistiche: qui iniziai nel 1979 la collaborazione con il M° Arturo Sacchetti, grande organista di molte qualità, che divenne mio grande amico.

Ben 13 anni ho diretto il settore musicale, avendo lasciato nel 1976 quello audiovisivi in mano prima a don Salvatore Putzu, che partì poi per le Filippine, poi a don Gaetano Brambilla e a don Mario Comoglio.

Il settore audio ebbe così un grande implemento e sviluppo sotto la mia direzione. Per primo avviai la produzione non soltanto sotto forma di dischi ma anche di cassette. Sostenevo che i clienti erano diversi e che quindi si poteva e si doveva dare pari possibilità, tanto il costo era uguale. In seguito pensavo anche ad avviare la produzione in CD-Rom ma non feci a tempo a introdurre questo nuovo supporto perché fui trasferito a Roma. Comunque il settore musicale della LDC ebbe il suo apogeo durante gli anni del mio servizio. Poté uscire un primo catalogo delle edizioni musicali LDC con una sua autonomia in cui figuravano le sezioni di canti per bambini, per fanciulli, per ragazzi, per giovani, le edizioni discografiche di musica liturgica, per animazione, di musica classica (organo). Le opere più caratteristiche che editai in quelli anni furono la serie di 11 dischi o cassette di “Forza ragazzi”, 4 cassette di “Tutti in cerchio” per l’animazione giovanile.

Nello studio della Feeling Record con d. Fant

Per le registrazioni mi valsi della mia pratica esperienza presso grandi studi di registrazione professionisti come la Fonit Cetra o la Feeling Record di Torino, la Mondial Sound di Milano, ma anche di altri studi di Roma, Sermide (MN), Catania o Bari. Non poche furono anche le registrazioni dal vivo fatte con lo studio mobile e l’assistenza del mio collega Campajola (Studio SMC di Ivrea). Non voglio dimenticare tra le registrazioni per uso liturgico la serie di cassette super 8 e poi di cassette normali prodotte per diverse ditte che curavano gli impianti fonici delle chiese e proponevano, su richiesta dei parroci, anche un sussidio didattico di sostegno per i canti liturgici per le cerimonie in mancanza di organista[1]. Non tutte le chiese avevano un organo o un organista che desse solennità e dignità alle cerimonie liturgiche, come matrimoni, funerali, o anche momenti di preghiera, ma la tecnologia veniva incontro con la

Registrazione di suonate di campane a Pavullo

musica, canti registrati o brani di musica organistica. Il sussidio era utile per insegnare i canti, per accompagnarli, per sottofondi che creavano una piacevole atmosfera. A chi mi rimproverava per questo sussidio, dicevo che invece di contrastarlo, era meglio insegnare ad usarlo con discrezione e con criterio.

[1] Questo sussidio prevedeva canto e accompagnamento organistico su piste separate bilanciabili in modo da essere usato sia a scopo didattico che a sostegno del canto in mancanza di un organista. Diversi anni dopo, nel 2011, ebbi la sorpresa di scoprire in una chiesa di Guidonia, vicino a Roma, un impianto con le cassette preparate da me venticinque anni prima.

Devo dire per la cronaca e per la mia onestà che dell’abbondanza di strumentazione e di materiale (dischi e cassette) che avevo, non mi portai via se non alcune serie (di recupero) di cassette con corsi linguistici. Mi portai via altresì un registratore a cassette UHER che in Russia si guastò definitivamente, lasciandomi senza nulla. La comunità don Bosco dell’UPS, alla mia partenza per la Russia, mi regalò un radio registratore portatile, abbastanza ingombrante che non avrei voluto e che mi spedirono poi in Russia. Per sdoganarlo furono pagate cifre inadeguate al valore oggettivo.

L’esperienza più interessante di tutto il lavoro fatto nel settore musicale furono i contatti con tanti studi di registrazione, tecnici, musicisti, corali.

Tabarelli, GiuseppeRuaro, SerenoBaresi, Valerio
Giovani in festa : canti per la preghiera [testi e musica] / a cura di Valerio Baresi, Sereno Ruaro, Giuseppe Tabarelli
Pratico manuale tascabile  in due formati (musica e solo testo), nel testo con la musica si trovano le indicazioni di autori, edizioni discografiche, indicazioni degli accordi, tabelle dei ritmi e degli accordi, suggerimenti per l’utilizzo dei canti, indicazioni dei riferimenti scritturistici, schema liturgico delle celebrazioni.