Interessi e passioni

La mia attenzione, presentandosi opportune occasioni, fu rivolta a tematiche concrete, pratiche, oggettive dove potevo applicare le mie doti di concretezza. Non sempre si è trattato di interessi innati, ma lo sono diventati, dopo averli accettati ed essermi immerso nella loro pratica. Sono cresciuti con l’intensità dell’impegno diventando un lavoro esperto e specializzato. Ci ho creduto fino ad immedesimarmi nelle cose che facevo e in esse trovavo anche la mia soddisfazione assieme ai risultati.

Meteorologia. Durante gli studi di filosofia ero più soddisfatto a occuparmi delle api che non a divertirmi nel gioco. Mi occupai di meteorologia osservando e rilevando i fenomeni metereologici. Partendo da alcune nozioni apprese in un fascicolo dedicato a questo tema, durante gli studi di filosofia, avendo a disposizione termometro, barometro e igrometro, seguivo l’andamento del tempo segnando giornalmente temperatura (massima e minima), fenomeni atmosferici, nuvolosità, precipitazioni, ecc. La medesima osservazione la continuai negli anni passati in Russia, rilevando soprattutto temperature massima e minima per diversi anni, ottenendo in excel interessanti grafici.

Apicoltura. Durante gli anni di filosofia, mi occupai delle api: due anni per imparare e due anni per trasmettere al mio successore la mia esperienza. Un campo molto interessante al quale mi dedicavo tutti i momenti liberi, soprattutto durante le ricreazioni. Osservare, conoscere e approfondire la vita delle api, migliorare le attrezzature, raccogliere sciami per incrementare le famiglie, era diventata una passione alla quale mi dedicavo con molto interesse. Interesse che portai con me come interessante esperienza nel resto della mia vita, anche se non ebbi più altre opportunità di dedicarmi all’apicoltura.

Fotografia. L’attrazione all’osservazione e al vedere la sviluppai nella fotografia, nel cogliere attraverso l’obiettivo modi di vedere, particolari con la macrofotografia. Questa passione nacque per caso a Berlino nel 1964. Le prime fotografie in formato 7×12 scattate con una primitiva AgfaBox regalatami dal direttore p. Klinski che usava rullini B/N 120. In seguito, potei usare macchine sempre migliori fino a una bella Reflex semiautomatica: Konica T regalatami da mio fratello Remo in occasione della mia ordinazione

Fotografo in cerca di particolari interessanti

sacerdotale. Già da tre anni lavoravo alla LDC proprio nel settore fotografico. Con questa attrezzatura semiprofessionale ben accessoriata con grandangolo, tele, filtri vari, lenti addizionali per la macro, ecc. feci un’infinità di foto arricchendo anche l’archivio fotografico della LDC, documentando le attività scout e la vita delle famiglie dei miei familiari e nipoti. Lavoravo soprattutto con diapositive, potendo avere gratuitamente e facilmente pellicole dal laboratorio fotografico della LDC.

Alla LDC avevo lavorato a stretto contatto con l’archivio fotografico e il laboratorio delle filmine e diapositive. Alcune mie foto andavano in archivio per utilizzo editoriale. Ma fu a Gatčina in Russia, dove questa tecnica mi servì più che altrove per la necessità di avere a disposizione foto per le copertine dei libri e in modo ancora più impellente per le illustrazioni del Bollettino Salesiano. Le foto che facevo ora avevano uno scopo ben determinato e, oltre a chiederle ad altri, provvedevo a farmele io stesso. Molti soggetti erano i ragazzi del nostro Centro. Lavoravo con le macchine che possedevo ma sempre in modo analogico, per cui dovetti trasformare tutte le immagini che facevo in formato digitale con lo scanner.

Vedendo molte mie foto, anche ben riuscite, la mia aiutante editoriale, Larissa Donchenko organizzò una esposizione fotografica delle mie foto presso la biblioteca comunale Kuprin a Gatčina nel 2006.
Vedi autobiografia: In Russia: eventi significativi per me

Scoutismo. Invitato a seguire i gruppi scout dopo l’ordinazione sacerdotale, pur non conoscendo nulla di questo movimento, sono entrato a far parte degli scout nel 1973, anno in cui le due organizzazioni maschile (ASCI) e femminile (AGI) venivano fuse nell’AGESCI. Iniziato come AE (Assistente Ecclesiastico) tra i lupetti come Baloo, salii poco alla volta alle branche successive degli Esploratori, e dei Rover. Nei quasi 25 anni che sono stato con gli scout trovavo l’attrattiva alla praticità comunicando la mia esperienza nelle costruzioni, nell’osservazione della natura, nella formazione e nel servizio religioso.

Ovviamente mi qualificai approfondendo la conoscenza storica e metodologica degli scout con la lettura della stampa associativa e frequentando un Campo Scuola Nazionale per AE a Colico guidato da Mons. Andrea Ghetti, un personaggio famoso dello scoutismo. Partecipavo a tutte le attività del gruppo Leumann I, (Comunità Capi, riunioni di Branca, uscite mensili, campi estivi e invernali, route), ma anche a quelle zonali, come AE della zona Rivoli, e regionali. L’apice fu la partecipazione al Campo nazionale della branca E/G (1983) e a quella delle Comunità Capi nel 1986 ai Piani di Pezza. In ultimo, la fondazione di un gruppo MASCI, il secondo in Piemonte, ancora oggi funzionante.
Trasferito a Roma nel 1986 fui coinvolto in vari gruppi e anche nei Campi di Specializzazione di Bracciano. Alla editrice LDC promossi la traduzione dal tedesco e la pubblicazione di una biografia di B.-P. (Il lupo che non dorme mai) e di una serie di diapositive sullo scoutismo. Resta ancora inedito un mio studio comparativo di due grandi educatori: Don Bosco e Baden Powell.

Biblioteca. La Biblioteca non fu una mia scelta, ma un incarico che mi fu affidato quando dalla LDC fui richiesto a Roma per lavorare nelle Comunicazioni sociali. Dopo appena un mese mi cambiarono lo scenario e fui trasferito per necessità a lavorare nella biblioteca. Un incarico che divenne poi un campo proficuo di lavoro nel quale mi sono impegnato a fondo.

Qui sono entrato in punta di piedi esplorando un terreno a me del tutto sconosciuto, ma poco alla volta mi lasciai coinvolgere a pieno. Come in altri campi di azione acquistai piano piano non solo la conoscenza, ma anche la competenza e il campo della biblioteca mi coinvolse pienamente. Il sapere che poco alla volta ho assimilato, diventando un esperto, ho cercato di trasmetterlo ai miei collaboratori, qualificando decine di bibliotecari.

E’ stata un’avventura durata complessivamente 18 anni, interrotta da 12 anni di permanenza in Russia. Un’avventura molto entusiasmante che ha visto avvenimenti molto significativi come l’introduzione dell’automazione, la creazione della collaborazione con il GBE e URBE, il coinvolgimento e la formazione di personale efficiente, la riorganizzazione e i sogni infranti di uno sviluppo adeguato ai tempi e mirante al futuro.

Ricerche genealogiche. Dopo il regalo di un dischetto, mi sono interessato agli antenati della famiglia Tabarelli, ricercando negli archivi parrocchiali di Faedo, di Cembra e di Faver. Ho raccolto circa 2200 nominativi inseriti con i relativi collegamenti nel programma FHS (Family History System). Le ricerche storiche mi hanno fatto scoprire anche un ramo nobiliare (i Tabarelli de Fatis) che si sviluppa in modo indipendente con il cognome Tabarelli.
La ricerca è proseguita sistematicamente scoprendo la presenza di questo cognome fuori del Trentino con la presenza di nuclei di Tabarelli nel Veronese, nel Bresciano e sporadicamente in altre parti d’Italia. Occasionalmente ho scoperto due gruppi di Tabarelli in Germania che mi hanno invitato agli incontri da loro organizzati. Ma non mi sono fermato qui e ho proseguito la mia ricerca all’estero, seguendo i sentieri dell’emigrazione raggiungendo il Brasile, l’Argentina e il Paraguay. Avevo creato un sito in quattro lingue (www.tabarelli.altervista.org) raccontando la storia della famiglia e la sua diffusione nel mondo. Purtroppo, non avendo potuto seguirlo, dopo qualche anno è stato oscurato. Ma sono tuttora in contatto con centinaia di Tabarelli che comunicano con me tramite i social.

Lingue e scritture. Fin da piccolo manifestavo il mio interesse alle lingue straniere. Nel mio dialetto venivano usate diverse parole derivanti dal tedesco che mi incuriosivano. Il mio paese confina con la provincia bilingue di Bolzano. La mia inclinazione divenne concreta quando negli studi mi avvicinai alle lingue: latino, inglese, tedesco, greco, slovacco, spagnolo, russo, arabo, ecc. e si manifestò nella raccolta poliglotta di Ave Marie e Padre nostri, e nella raccolta di francobolli con l’interesse ai segni strani che esprimono gli alfabeti non latini. Una passione la mia, che si esprimeva nel desiderio di conoscere almeno una lingua per i principali gruppi linguistici. Un desiderio che la Provvidenza realizzò permettendomi di trascorrere sei anni in Germania e undici anni in Russia. Il lavoro in una Biblioteca universitaria internazionale mi suggerì di creare un settore di lingue che arricchii con libri, sussidi e dizionari. Infine, il mio interesse e la mia passione si espresse nella creazione di due libri nei quali ho potuto esprimere il risultato su lingue e scritture.

Comunicazioni sociali. Non sono stato uno studioso di comunicazioni sociali, non ho scritto nulla su questo tema, ma posso affermare di aver lavorato tutta la mia vita in questo ambito, prima con il mio interesse e poi utilizzando o anche creando strumenti di comunicazione, sia presso la LDC e poi anche in Russia nel CSDB. Questo ruolo mi è stato ratificato e riconosciuto in due diverse ispettorie con la nomina ufficiale a delegato per le Comunicazioni sociali: nell’ICP (Piemonte) e nella visitatoria EST (Mosca).
Elenco solamente alcune aree che furono oggetto della mia attività di comunicatore:
– fotografia (archivio fotografico, filmine e diapositive, audiovisivi);
– musica e registrazioni audio (dischi, audio- e musi-cassette, sonorizzazioni);
– editoria (licenza editoriale per CSDB, tipografia, grafica e impaginazione, traduzioni, edizioni libri e periodici);
– biblioteca (introduzione dell’automazione, esposizioni, reti informatiche);
– informatica (rete locale e pubblica, creazione e gestione di siti web, ecc.)

Alcune attività sono ampiamente descritte nel settore Leumann LDC e quelle editoriali russe nel capitolo Russia.

Qui ricordo solo le pubblicazioni periodiche che ho curato: Plus Odin (Плюс Один) 17 numeri, Bollettino salesiano in russo (5 anni: 20 numeri) con un foglio di comunicazione per gli ex-allievi, La Biblioteca informa, (UPS 32 numeri) e in ultimo anche a Torrita il Notiziario parrocchiale (25 numeri).
Per i siti internet: in Russia ho costituito il sito ufficiale dei Salesiani: www.donbosko.ru diventato poi www.donboscogatchina.ru  Al rientro dalla Russia ho creato il sito riguardante la biblioteca UPS: www.biblioteca.unisal.it, Per la storia della famiglia tabarelli: www.tabarelli.altervista.org, in quattro lingue, purtroppo sospeso e il blog personale con la mia autobiografia: www.giuseppetabarelli.org

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