Amicizie femminili

Amicizia con donne

Collaboratrici ed amiche

Il periodo delle amicizie, soprattutto femminili, iniziò dopo la teologia. Staccato all’età di dieci anni dalla famiglia e dall’ambiente naturale composto di uomini e di donne, guardavo all’altro sesso con particolare curiosità. In genere per gli uomini le donne sono un’attrazione naturale che anche in me si era manifestata ancora nell’ infanzia, forse in seconda o terza elementare, quando guardavo con simpatia una mia coetanea di nome Laura, alla quale non riuscii mai a manifestare i miei sentimenti. Molti anni più tardi, ricordandomi ancora di lei, la incontrai una volta sola in paese.

Sapevo che come prete avrei dovuto avere relazione anche con le donne e questo mi preoccupava. Volli “maturare” la mia vocazione, tramandando di alcuni anni l’ordinazione sacerdotale e rimasi per quattro anni diacono. Lo scopo che mi proponevo, era il superamento di questa difficoltà di rapporti con l’altro sesso, conoscendo ragazze e donne, e rimediando la mancanza di conoscenza reale del loro particolare mondo e della loro psicologia. Senza espormi a rischiosi esperimenti, o a pericolose avventure, pensavo di poter risolvere il problema almeno con relazioni epistolari. Dalla mia esperienza, sia tedesca che russa, aggiungevo anche l’utile egoistico con la corrispondenza in lingua per non dimenticare gli idiomi che avevo imparato. Non mi prefiggevo di sfogare passioni disordinate, frenate da anni di severa e casta educazione, ma puntavo a scopi più nobili. Le buone e rette intenzioni vennero assecondate e il mio desiderio fu abbondantemente soddisfatto perché ho avuto la fortuna di conoscere tante donne, giovani e mature, sia laiche che religiose, che mi hanno arricchito non solo sentimentalmente, ma anche umanamente e spiritualmente.

Da una semplice conoscenza, da durature relazioni di reciproche confidenze e condivisione di esperienze nasce molte volte il sentimento di amicizia, in taluni casi molto forte e profonda, ma con connotazioni diverse da persona a persona. Dalla mia esperienza in Germania ricordo alcune di queste relazioni  e in particolare Margaret.

Margaret. La mia relazione con Margaret era stata volutamente cercata. Mancavano pochi giorni al mio rientro definitivo dalla Germania e mi trovavo coi miei compagni di corso ad Augsburg per gli EESS in preparazione alla loro ordinazione. Accanto a noi c’era un gruppo di ragazze di una scuola che facevano il loro ritiro. Chiesi ad un mio compagno che le conosceva, di informarsi se una di loro fosse stata disponibile a corrispondere con me. Volevo assicurarmi un contatto epistolare per mantenermi in esercizio con il tedesco. Mi presentò Margaret alla quale diedi il mio indirizzo. Ancora in Germania, nella Selva Nera, dove mi trovavo in vacanza con i ragazzi di Berlino ricevetti la prima cartolina. Era il 9 luglio 1970 e da allora questa relazione è continuata senza interrompersi fino ad oggi. Margaret aveva allora 17 anni e oggi è nonna con quattro figli e una decina di nipotini. Quando stavo per partire per la Russia nel 1997 decisi di distruggere oltre 300 lettere che io fino allora avevo ricevuto e numerato progressivamente. Negli ultimi anni la corrispondenza divenne elettronica per e-mail. Per cinquant’anni abbiamo condiviso tutto della nostra vita, confidandoci reciprocamente sentimenti, difficoltà, problemi, eventi lieti e tristi. Ho potuto seguire le sue vicende personali (insegnante, fidanzamento, matrimonio, figli e improvvisa morte del marito) e quelle della sua famiglia con le relative problematiche, e conoscere la vita reale di una famiglia concreta, recuperando con lei anche le mie grosse lacune che avevo in questo ambito, avendo dovuto staccarmi dalla mia famiglia reale all’età di dieci anni.

Nella mia esperienza russa ho legato con tante persone, non creando amicizie profonde, ma perlopiù fondate su una approfondita conoscenza, cordiale collaborazione e condivisione.

Particolari rapporti di amicizia e familiarità ho avuto anche con persone consacrate, suore e monache di varie congregazioni, conoscenze occasionate da incontri di simpatia, collaborazione o in genere da affinità spirituale come Sr Caterina, Sr Massima, Sr Cecilia. Ma di due in particolare desidero sottolineare ed evidenziare il tipo di relazione per l’influsso benefico che hanno avuto su di me:

Sr Margaret. Una suora FMA orientale, conosciuta per caso alla LDC per un atto di aiuto e di gentilezza che le avevo dato. Si è informata sulla mia situazione, ha intuito il mio disagio che in lei ha suscitato un istinto fraterno, direi materno di sintonia, di comprensione e sostegno spirituale. Pochi giorni dopo questo incontro andò a continuare la sua formazione in Inghilterra e poi fu inviata a Hong Kong e infine in Australia. Per diversi anni ho avuto con lei un intenso e profondo scambio di corrispondenza. Questa amicizia ha inciso profondamente nella mia anima anche perché fu un aiuto delicato, veramente fraterno in un momento difficile della mia vita: stavo per decidere di accedere al sacerdozio superando le difficoltà che mi avevano fermato per riflettere. La sua delicatezza, il suo intuito e il suo sincero affetto penetrarono profondamente in me e maturarono la mia decisione di accedere al sacerdozio.

Sr M. Veronica
Sr Maria Veronica del Volto Santo

Sr M. Veronica d.V.S. monaca carmelitana. Il 18 settembre 2019 ha incontrato il Signore dopo grandi sofferenze per una dolorosa malattia alla spina dorsale. Il monastero carmelitano di Cascine Vica – Rivoli non era molto distante dalla LDC e io mi recavo da loro per dare la benedizione eucaristica domenicale. Mia coetanea, sr. Veronica ha condiviso con me per quarant’anni un’amicizia molto profonda e spirituale. Ancora diacono, mi ha accompagnato nel cammino verso l’ordinazione. Le monache di questo convento mi consideravano il “loro” prete. In particolare, sr. Veronica mi considerava un suo fratello spirituale e mi sosteneva con la preghiera e i suoi consigli. Mi chiedeva di metterla nel calice, e io quando celebravo al Carmelo condividevo fraternamente con lei l’ostia consacrata. Ora la ricordo in tutte le messe nel memento dei defunti.

Per concludere non posso dimenticare tante altre persone laiche con le quali, partendo da una relazione di lavoro o di altro tipo di rapporti, è nato un sentimento di stima e apprezzamento, e in alcuni casi anche di riconoscenza, verso la mia persona che hanno determinato un avvicinamento e una conoscenza reciproca più profonda. Da queste situazioni si sono sviluppate varie relazioni di amicizia che per me hanno costituito un rapporto costruttivo e positivo di aiuto, sostegno non solo affettivo, sociale e umano, ma anche spirituale e psicologico. Con umile e semplice riconoscenza apprezzo tutte queste amicizie protestando la mia fedeltà nel ricordo riconoscente che ho per loro e per tutti quelli che mi vogliono bene.

Una testimonianza di papa  Francesco    Papa e donna

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