Addio Gatchina

Declino di Gatchina – Rientro in Italia

Dopo circa 10 anni di lavoro in Russia, vedevo che tante situazioni cambiavano: la comunità si era ridotta di numero, mancava una direzione assennata, le iniziative erano scarse, la collaborazione con la scuola statale, soprattutto dopo il cambiamento di direzione, diventava sempre più problematica, le difficoltà economiche, legali e giuridiche aumentavano, ci venivano tolti progressivamente degli ambienti finora usati in comodato d’uso gratuito, per i quali ora si chiedeva di pagare un affitto. Si cominciava sul serio a pensare ad un trasferimento, a cercare una nuova sede, a fare progetti di costruzione.
Dal mio punto di vista era chiaro ed evidente un decadimento e prevedevo vicina la fine. La mia stessa posizione e la mia attività (editrice, Bollettino salesiano, sito web) portata avanti senza appoggio locale, stava diventando precaria. Ho pensato allora di ritirarmi per lasciare a forze più fresche il mio lavoro. D’altra parte, fin dall’inizio avevo pensato ad un impegno di 5-6 anni e ormai avevo superato i dieci anni di attività.
Manifestai la mia intenzione di tornare in Italia annunciando per tempo il mio ritiro anche perché avrei visto bene la continuazione della nostra attività (scuola, tipografia, parrocchia) limitata al campo della Comunicazione, che pensavo come unica alternativa valida e senza impiego di ulteriore personale, per la nostra presenza in Russia. Avrei avuto tempo sufficiente per affidare la mia esperienza ad altre mani.

A Roma si venne a sapere della mia intenzione di tornare e nel maggio 2008, senza alcun previo contatto o interpellanza, mi vidi recapitare una lettera che mi invitava a riprendere la mia attività all’UPS come bibliotecario. Era inviata dal Vicario del Rettor maggiore.

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