Bibliotecario a Roma

Da tecnico audio a bibliotecario

Mia caricatura fatta da d. Piero Stella

Non era proprio questo il lavoro che avrei dovuto fare. Feci buon viso a cattiva sorte e iniziai a lavorare in questo nuovo settore affiancandomi al pro-prefetto don K. Szczerba. Il rettore stesso, don Giannatelli, gestiva la biblioteca per la quale si progettava da tempo una nuova costruzione, decisa infatti pochi anni prima dal Senato accademico. Si parlava di piani e di progetti. Poco alla volta acquistai la visione della situazione ed elaborai un piano di riorganizzazione del lavoro in biblioteca. Con un chiaro organigramma suddividevo le responsabilità, valorizzavo le persone, e organizzavo il lavoro chiarendo l’iter del libro nelle sue diverse fasi di lavorazione. Acquistai così la fiducia del Rettore. La mia competenza cresceva non soltanto per il mio impegno di lavoro, ma anche perché, dopo due anni di lavoro pratico in biblioteca, mi iscrissi alla scuola di Biblioteconomia Vaticana che frequentai con profitto per un anno intero ottenendo un diploma di biblioteconomia che completava in modo sistematico la mia esperienza pratica.
Alla prestigiosa scuola imparai non soltanto la gestione della biblioteca come ordinamento generale e servizi di biblioteca, ma appresi anche nozioni di bibliografia e bibliologia, di storia del manoscritto e del libro, la teoria e la tecnica della catalogazione e della classificazione, nozioni di patologia del libro, di informatica applicata ecc., insomma tutto quanto deve sapere chi è chiamato a svolgere la professione di bibliotecario.

Consideravo la biblioteca un bene culturale accessibile a tutti. Per questo aprii le porte anche a studenti esterni all’università, attirandomi le maledizioni e l’ostruzionismo occulto di molti professori, cosa che sfociò poi nella proibizione di accesso agli esterni a cui reagii con la decisione di dare le dimissioni.

Volentieri mi prestavo per visite guidate agli studenti dell’UPS, agli allievi della scuola di biblioteconomia, a scuole e personaggi. Accettavo inviti a presentare la biblioteca nelle varie facoltà e sovente ebbi modo di dare consulenza anche a diverse biblioteche esterne.

Diploma di biblioteconomia

Intendevo una biblioteca aperta a tutti, ma anche in collegamento con realtà simili. Per questo partecipavo convinto al GBE (Gruppo Biblioteche ecclesiastiche) che riuniva tutte le biblioteche pontificie e anche all’ABEI (Associazione Bibliotecari Ecclesiastici Italiani) che facevano un congresso annuale. C’era sempre da imparare. Inoltre vedevo di partecipare ogni anno anche all’ABI (Associazione Bibliotecari Italiani). Una volta partecipai anche ad un congresso delle biblioteche teologiche tedesche (AKThAB). In seguito non mancai mai agli incontri degli utenti di Aleph. Penso che in quegli anni le persone intelligenti si siano accorte dei cambiamenti in meglio avvenuti in biblioteca.

2 risposte a “Bibliotecario a Roma”

  1. An intriguing discussion is worth comment. I do think that you should publish more about this
    issue, it might not be a taboo subject but generally folks don’t talk about such issues.
    To the next! All the best!!

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