Prefetto della Biblioteca

Prefetto della Biblioteca

Rinnovata la convenzione con l’ispettoria piemontese, venni nominato dal Gran Cancelliere don Egidio Viganò, prefetto della Biblioteca, assumendo il ruolo di uno degli ufficiali maggiori della università. Avevo così anche il diritto-dovere di partecipare al Senato accademico. Il mio impegno non diminuì, anzi aumentò a dismisura. Seguivo lo sviluppo della biblioteca e soprattutto diedi un nuovo impulso e sviluppai nuove idee per la conduzione, il funzionamento e la gestione generale e particolare. Avviata l’automazione, si trattava di inserire le schede catalografiche nel computer e questo con la massima urgenza anche per valorizzare gli investimenti fatti. Si apriva una nuova era anche per la nostra biblioteca. Poco alla volta si doveva passare dalla gestione cartacea a quella informatica. Sarebbe stato un lavoro immane, che però avrebbe dato un timbro di qualità alla biblioteca. Quanto tempo sarebbe occorso per questa trasformazione? Feci dei calcoli e puntai soprattutto sulla qualità e sul numero dei collaboratori.

Riorganizzai il personale, inserendo nuovi elementi che seguivo personalmente. Soprattutto per la catalogazione, scelsi persone diplomate alla scuola di biblioteconomia. Studiai a lungo il modo di procedere nell’applicazione della automazione. Organizzai la catalogazione in modo più utile ed efficiente dando la precedenza ai libri più usati e poi ai vari settori in modo sistematico. Feci valere il principio: non si muove libro che non venga schedato. Si dava così precedenza ai libri effettivamente adoperati. Così i libri dati in prestito venivano schedati in maniera essenziale prima di essere consegnati e poi la schedatura veniva completata alla restituzione del libro. Se si dovevano fare spostamenti di qualsiasi genere, si approfittava di schedare i relativi libri. Studiai un sistema che risparmiasse fatica e tempo, raccogliendo per la schedatura libri simili, collane e traduzioni in varie lingue dello stesso libro, copie in edizioni diverse. Per questo accanto ai catalogatori avevo affiancato altre persone che preparavano il lavoro. Tutto il sistema era basato sul principio della razionalizzazione, della efficienza e del servizio. Questi erano i miei principi fondamentali ai quali tenevo in modo particolare.

Coinvolgimento del personale

Diploma di Grande capo per il mio 50°

Tutto questo fervore di novità provocato dall’introduzione dell’automazione, metteva in fermento e fibrillazione anche il personale, per cui il lavoro diventava interessante e animato. Tenevo aggiornate le persone con periodiche riunioni in modo che si sentissero protagoniste di questo rinnovamento. In occasione del mio 50° compleanno mi conferirono il “diploma di grande capo” del quale mi sentii orgoglioso e riconoscente.

Procurai di riorganizzare anche la Sala di Lettura come settore di consultazione diretta. C’era circa un migliaio di libri suddivisi in ordine numerico ma ormai chiuso per varie tematiche. Riclassificai tutto creando un sistema aperto che riproduceva tutti i settori già presenti in magazzino, e arricchii la presenza dei libri acquistando importanti opere di consultazione generale.

Nei depositi creai il settore linguistico nel quale trasferii tutti i libri (manuali, grammatiche, dizionari linguistici) che si riferivano alle lingue, straniere o meno, prelevandoli dai settori di letteratura (italiana, straniera, classica). Altro settore nuovo fu quello delle enciclopedie obsolete, sempre utili per ricerche storiche.

Curai pure il fondo delle cinquecentine e dei libri antichi, provvedendo all’allestimento di scaffali compatti mobili che recuperavano 2/3 dello spazio. Riorganizzai la presenza delle collane nei settori specifici se tematiche e nel relativo settore (33) se miste.

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