Assegnato agli scout

La mia vita con gli scout
La celebrazione del 50° anniversario della fondazione del Gruppo scout Leumann I° (festeggiato il 10 ottobre 2021, con un anno di ritardo causato dalla pandemia Covid), mi ha fatto ripensare all’influsso e alla incidenza che ha avuto lo scautismo nella mia vita. Per questo non ho resistito alla tentazione di dedicare a questo argomento, non solo degli accenni, ma di sviluppare nella mia autobiografia un vero e proprio capitolo dedicato appunto allo scautismo.

Gli scout? Ne avevo sentito parlare qualche volta, e li avevo incontrati una sola volta anni fa durante le vacanze estive a Gressoney. Ne ero rimasto affascinato e incuriosito. Non avrei mai pensato di entrare a far parte degli scout e nemmeno di diventare un esperto di scautismo.

Campi di specializzazione

Campi di specializzazione 2015-2016

Pensavo che, ritornato dalla Russia la mia esperienza scout sarebbe terminata, invece non fu così. Dietro insistenza di Sergio Cametti, ho dovuto cedere e nel 2015, mi portò alla base di Bracciano ad un raduno dello staff del settore di specializzazione. Dopo una simpatica e inusuale polentata vennero presentate le diverse proposte di campi per le varie branche.

La località proposta da Sergio per il campo del 2015 è il Comune di Vallinfreda, al confine tra la Provincia di Roma e quella dell’Aquila, località Le Aie; il periodo è 21-25 Giugno; i capi campo: Cinzia Bianchini, Sergio Cametti e don Giuseppe Tabarelli. Mi lasciai convincere a seguire come assistente questo campo nazionale di competenza di esplorazione di natura e ambiente proposto alla branca esploratori. Anche se il campo ebbe scarse adesioni con defezioni anche negli ultimi giorni, svolsi una catechesi incentrata sui sensi, cercando di aiutare ragazzi e ragazze a volgere la loro attenzione ai doni naturali che ognuno possedeva ed elevando il loro sguardo al di là delle apparenze, penetrare il significato delle esperienze.

Il campo era essenzialmente impostato sulla osservazione e sulla esplorazione della natura, rilevamento delle tracce. Le tecniche utilizzate saranno Osservazione e Deduzione in piena Natura, Topografia, Campismo, Mani Abili, Cucina, Espressione ed Hebertismo. Dopo aver esplorato una città sepolta nel bosco, ci fu un pernottamento sotto i teli ai margini del bosco e al mattino seguente il saluto al sole nascente. Ogni giorno sperimentiamo l’esplorazione del territorio e delle sue caratteristiche ambientali (flora, fauna, umanità) con i cinque sensi, concludendo l’Impresa Campo con uno spettacolo in piazza e la documentazione di quanto scoperto attraverso la tecnica di WikiMapping. Durante il campo alcune attività coinvolsero anche la gente del paese: preparazione delle sagne e della ricotta e formaggio.

Campo mobile di competenza Sherpa 2016

 L’anno successivo cedetti nuovamente alle insistenze di Sergio e acconsentii a partecipare ancora una volta al Campo nazionale di competenza sherpa. Partendo dal castello di Roviano, dove abbiamo visitato un importante museo di mestieri antichi, raggiungemmo Riofreddo e da qui, dovendo far fronte ad una insistente pioggia temporalesca, si rinunciò a proseguire salendo i monti e fu deciso di trasferire i ragazzi facendo la spola con due macchine per raggiungere Vallinfreda. Sistemati i ragazzi e le ragazze per squadriglie nella località Le Aie, proseguimmo le attività del campo come previsto dal programma.

I ragazzi hanno esplorato la città abbandonata di Portica, e l’intenzione era di dormire all’addiaccio in rifugi per assistere al sorgere del sole, ma, impauriti da alcuni lampi, hanno preferito tornare di notte al campo in piena allegria, lieti di questa nuova avventura.

Don Bosco e Baden-Powell

Un confronto tra due educatori

Qualcuno deve essere venuto a conoscenza del mio impegno scout perché nel 1988, anno centenario della morte di don Bosco, fui invitato a Bologna da una parrocchia salesiana a tenere una conferenza sul confronto tra i due educatori. Ero stato stuzzicato casualmente da un articolo trovato su un bollettino salesiano del Centro America che faceva un confronto tra Don Bosco e Baden-Powell. Avevo fatto alcune riflessioni al riguardo, e l’invito di Bologna mi ha impegnato ad approfondire l’argomento in una cinquantina di cartelle che però non ho mai pubblicato. O meglio qualcuno ha approfittato di questo studio e l’ha adoperato per una tesina di pedagogia. A stento, anni dopo sono riuscito ad avere copia di questa elaborazione di plagio, perché la persona che si è servita di questo lavoro, non ha nemmeno citato il vero autore. Più volte sono stato sollecitato a pubblicare questo lavoro, ma ho sempre rifiutato perché avrei dovuto citare le fonti di tutte le citazioni, lavoro abbastanza complesso.

La mia competenza scout abbinata a quella di bibliotecario mi valse l’invito di Mario Sica (ex ambasciatore a Mosca e studioso di Baden-Powell) a coordinare il Centro di Documentazione scout di Genova. Diedi purtroppo solo una consulenza teorica (1997), essendo ormai destinato ad altra missione, in Russia. La mia attività con gli scout si è protratta per circa 25 anni. Al mio rientro dalla Russia nel 2008, ho avuto alcuni inviti per riprendere un servizio attivo nello scautismo, ma per vari motivi ho dovuto rifiutare. Negli ultimi anni fui coinvolto a far parte dell’équipe di formazione per i campi di specializzazione e per due anni mi lasciai convincere a fare l’assistente di due campi, ma poi la mia età e le difficoltà dovute alla mia salute mi consigliarono a lasciar perdere e rinunciare.

 

Sollecitato da degli amici mi sono deciso di pubblicare il mio modesto studio di confronto sul sito inglese academia.edu.
(2) Academia.edu | Search | Don Bosco e Baden-Powell

(PDF) DBe BP- | Giuseppe Tabarelli – Academia.edu

Academia.edu | Search | “Don Bosco and Baden-Powell”

 

Documentazione fotografica

Foto di attività scout 

Nel periodo in cui lavoravo alla LDC di Leumann, avendo facilmente a disposizione materiale fotografico, raccolsi durante la mia attività scout, una notevole documentazione fotografica in diapositive (stimata in 5000 foto) che adoperavo per diapo montaggi.
Con la mia macchina fotografica documentavo le attività scout soprattutto durante i campi estivi, arrivando talvolta a preparare un modesto audiovisivo (diapositive commentate e sonorizzate nel mio piccolo studio di registrazione). Si trattava del campo estivo scout di Ceresole Reale del 1975. I miei collaboratori in seguito misero questo “audiovisivo” artigianale su un CD che mi fu omaggiato da Alfredo Ponzio quando venne a trovarmi a Gatchina, in Russia. [Ceresole_1975]

Foto storiche dello scautismo

In vista di un ulteriore utilizzo di materiale fotografico scout, un’estate mi recai a Londra e misi insieme una documentazione storica dello scautismo fin dagli inizi del Movimento, fotografando direttamente dagli archivi dell’associazione scout inglese nella BP-House a Londra, tutte le foto originali che riuscii a trovare. Si trattava di 13 rullini dai quali feci fare dal laboratorio del settore audiovisivi della LDC copie in diapositive e poi 2 copie su carta nel formato 24×30. Una copia l’avevo data all’AGESCI. Ero in possesso di una eccezionale documentazione storica sullo scoutismo che probabilmente nessun altro aveva.

Baden-Powell, una vita per la felicità

Diapositive-Filmine sonorizzate sulla vita di Sir Baden-Powell
Montaggio e testo di Franco La Ferla
Fotografie storiche per gentile concessione da “The Scout Association”, Londra. Riprodotte dagli archivi scout della B.-P. House da G.Tabarelli.
Sonorizazione a cura di F. La Ferla d G. Tabarelli
Voci di Adolfo Fenogloio, Mario Brusa, Angela Parodi.
Durata: 16′

 

Vita avventurosa di Lord Baden-Powell

Alla Frankfurter Buchmesse (Fiera internazionale del libro) che frequentavo ogni anno a Francoforte, assieme ai dirigenti della LDC, avevo scoperto una originale biografia in tedesco di Baden-Powell di Walter Hansen, che lessi con piacere e trovai molto interessante: proposi all’editrice di pubblicarla. Per la traduzione coinvolsi una scolta del nostro gruppo scout, Maria Grazia Pittaro, appassionata, come me, di lingue, garantendo la mia assistenza e consulenza per la revisione. Il libro è stato pubblicato nel 1988 col titolo “Il lupo che non dorme mai. La vita avventurosa di Lord Baden-Powell”. Non mi risulta che sia stato ristampato, ma sembra sia ancora in commercio presso qualche libreria.

Recentemente ho scoperto una versione in formato elettronico presso @ISSUU

Il lupo che non dorme mai by pippo calogero – Issuu

https://issuu.com/pippocalogero/docs/illupochenondormemai

05/11/2018 · La vita avventurosa di Lord Baden-Pawell Walter Hansen Editrice ELLE DI CI

Scout a Roma

MASCI Roma 26

Simile esperienza di costituire un gruppo di adulti scout tentai di fare anche a Roma, anche se con minor successo. Sorse il gruppo Roma 26 MASCI, gruppo sparuto che languiva tante volte in riunioni verbose e in alcune uscite mensili. Approfittando di uno di loro che era esperto archeologo, in una uscita visitammo un luogo archeologico etrusco. Venuto via da Roma ho perso i contatti con questo gruppo e anche con altri gruppi scout nei quali avevo fatto il servizio di AE.

Campi di specializzazione 2015-2016

Pensavo che, ritornato dalla Russia la mia esperienza scout sarebbe terminata, invece non fu così. Dietro insistenza di Sergio Cametti, ho dovuto cedere e nel 2015, mi portò alla base di Bracciano ad un raduno dello staff del settore di specializzazione. Dopo una simpatica e inusuale polentata vennero presentate le diverse proposte di campi per le varie branche.

La località proposta da Sergio per il campo del 2015 è il Comune di Vallinfreda, al confine tra la Provincia di Roma e quella dell’Aquila, località Le Aie; il periodo è 21-25 Giugno; i capi campo: Cinzia Bianchini, Sergio Cametti e don Giuseppe Tabarelli.

Mi lasciai convincere a seguire come assistente questo campo nazionale di competenza di esplorazione di natura e ambiente proposto alla branca esploratori che si sarebbe svolto a Vallinfreda, sui confini tra il Lazio e l’Abruzzo. Anche se il campo ebbe scarse adesioni con defezioni anche negli ultimi giorni, svolsi una catechesi incentrata sui sensi, cercando di aiutare ragazzi e ragazze a volgere la loro attenzione ai doni naturali che ognuno possedeva ed elevando il loro sguardo al di là delle apparenze, penetrare il significato delle esperienze.

Il MASCI – gli adulti scout

Il MASCI (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani)

Una sera di domenica (negli anni ’80), mi colpì una frase pronunciata da qualcuno dei genitori, accorsi alla stazione a accogliere i figli che tornavano entusiasti dall’uscita scout: Perché non fate anche qualcosa per noi? Da sempre ero convinto di una attiva compartecipazione e al coinvolgimento dei genitori alla educazione scout. Volevo che essi conoscessero e valorizzassero il nostro metodo per usare in casa lo stesso stile come una ideale continuazione educativa. In qualche gruppo di parlava di un inserimento dei genitori in Comunità Capi, cosa che io rifiutavo per il pericolo di indebita e maldestra intromissione o di condizionamento. Vedevo bene invece un movimento di adulti e quando seppi che esisteva il Masci, trovai che potevo proporlo ai genitori dei nostri ragazzi. Presi contatto con l’unico gruppo Masci del Piemonte, l’Alessandria I e insieme a un capo disponibile, preparai una circolare da inviare a tutti i genitori con l’invito a fondare il gruppo. Aderirono una ventina di persone, in maggioranza genitori di scout, alcuni con personale esperienza scout e altri solo di riflesso. Nacque così il Leumann I MASCI. 6-8 coppie di genitori, che rimasero poi costanti e continuarono la loro vita con diverso impegno, anche dopo la mia partenza per Roma nel 1986. Il gruppo mi restò sempre affezionato e con cordialità mi accolgono a casa e nel gruppo quando torno a Leumann. In un’uscita giubilare (40°) del gruppo Leumann una capo anziana lanciò l’invito ai vecchi capi nostalgici di aderire al gruppo MASCI e così negli anni seguenti il gruppo dei “fondatori” si rinnovò aprendosi alle nuove adesioni e accogliendo molti ex capi. Nel settembre 2015 fui invitato ai festeggiamenti per il 30° anniversario della fondazione del gruppo presso la parrocchia Don Bosco di Rivoli. E lo feci con molto piacere, incontrando gli amici di un tempo: “una volta scout, sempre scout”. In una significativa esposizione fotografica ho rivisto anche la mia lettera del 1984 indirizzata ai genitori nella quale facevo la proposta della fondazione del gruppo di Adulti scout invitando sia ex-scout, che genitori interessati a conoscere e a partecipare al movimento scout, conoscendone i principi e la proposta spirituale.

Eventi scout nazionali

La partecipazione agli scout non si limitava solamente alle attività locali, ma si estendeva anche alle iniziative di zona e regione ed eccezionalmente anche a degli eventi organizzati a licello nazionale.

Per la zona ero stato proposto come AE per la zona Rivoli e collaboravo con i Responsabili Chiara Cazzin e Sandro Leonardo, con i quali avevo stretto una vera amicizia che è durata nel tempo ed era occasione di incontri fraterni quando mi capitava di tornare in zona. Anche di zona furono organizzate delle
attività: incontri, route, ecc.

A livello nazionale ricordo in particolare la Route Nazionale delle Comunità Capi nel 1979 (4-10 agosto) della quale conservo un’immaginetta firmata dai capi del Milano 12°.

Il campo nazionale delle Branche E/G del 1983 (26 luglio-4 agosto) a cui il nostro reparto San Domingo ha partecipato condividendo le attività e l’amicizia con un reparto femminile di Venezia 6. Sono sempre occasioni di confronti, fraternità, condivisioni e amicizie che restano impresse.

La staff dei due reparti, Leumann I
e Venezia 6

 

Route nazionale della Branca R/S ai Piani di Pezza 1986

La mia ultima esperienza scout prima del mio trasferimento a Roma, fu la memorabile Route nazionale della Branca R/S alla quale parteciparono circa 14.000 capi scout suddivisi in un numero indefinito di comunità capi di formazione. Io fui assegnato alla CoCa n. 32 che si radunava a Pescara per percorrere un tragitto che ci avrebbe portato dopo tre giorni ai piani di Pezza, in Abruzzo, la destinazione del Campo.

Ricordo il faticoso cammino sui monti abruzzesi con uno zaino di 32 kg. Perché oltre l’essenziale, dovevo portarmi anche l’attrezzatura fotografica, l’occorrente per le celebrazioni e il vitto per i giorni in cui non incontravamo paesi dove provvedere per la spesa. Comunque fu un evento epico, ben organizzato dove aiutava nei servizi del campo anche il MASCI del Leumann I. Alla celebrazione finale intervenne anche il papa Giovanni Paolo II.

 

Formazione scout

Correva l’anno 1973, anno che mi ricorda la data del 5 agosto, quando fui ordinato sacerdote. Dopo lo studio della teologia in Germania, a Benediktbeuern, ero tornato in Italia come diacono e assegnato alla
comunità di Leumann, dove, nella associata parrocchia, seguivo il gruppo dei chierichetti. Il direttore dell’oratorio, don Edoardo Serra, mi propose di seguire gli scout assegnandomi come Baloo (assistente ecclesiastico) al Branco dei Lupetti. Se non erro, era Akela (capo branco) Beppe Cavallaro. Ricordo che in
quello stesso anno si venivano fondendo le due associazioni scout, quella maschile (ASCI – Associazione Scout Cattolici Italiani) e quella femminile (AGI – Associazione Guide Italiane) in un’unica associazione: AGESCI (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani). Nelle Comunità Capi si dibatteva il tema della mixité, della collaborazione e della doppia conduzione nelle comunità scout, tema discusso perché negli oratori salesiani vigeva ancora rigidamente la separazione tra maschi e femmine.
Per sentirmi sempre più coinvolto e sufficientemente competente, mi ero iscritto fin dai primi anni di scoutismo ad un campo di formazione Assistenti Scout che si svolgeva presso una delle basi di formazione scout: Colico sul Lago di Como. Ilcampo era guidato dal famoso Baden (Mons. Andrea Ghetti). Una figura mitica dello scoutismo lombardo e italiano. Di questo campo ricordo in particolare l’ardua impresa della saluta verso la Val Codera.

Iniziò così anche per me la partecipazione alle attività scout: riunioni direttive e formative della Comunità Capi (CoCa) alla quale partecipavo assieme agli altri due AE: Don Valentino Meloni che seguiva la componente femminile (Cerchio delle Coccinelle e riparto Guide), don Pietro Damu che invece seguiva come AE la branca R/S (noviziato e clan). Per me la partecipazione consisteva nel seguire la branca E/G e i Lupetti attività settimanali del Branco e nelle riunioni di DdB (Direzione di Branco), CdA (Consiglio degli Anziani), nelle vacanze di Branco (estive e invernali) e soprattutto il reparto degli Esploratori battezzato
“San Domingo”.

Gruppo scout Leumann I°

L'enorme gruppo Leumann I°Il gruppo scout Leumann I°nel quale ero entrato a far parte, era stato fondato pochi anni prima come una diramazione del Gruppo Torino 24, della Crocetta e si era ingrandito con altri sottogruppi: quello di Grugliasco sostenuto dai Fratelli delle Scuole cristiane (Fratel Renato), quello di Leumann (Terracorta) che si appoggiava alla parrocchia di Leumann e il gruppo centrale che aveva la sua sede nell’Oratorio di Leumann, sorto accanto alla LDC. Era un gruppo imponente con tante unità (tre reparti di esploratori, un riparto di guide, due branchi, un cerchio di Coccinelle, noviziato e clan) ben condotto che aveva a disposizione non solamente capi entusiasti e disponibili, ma anche un numero significativo di assistenti ecclesiastici che seguivano le varie branche.

Branco Lupetti “Seeonee” 

 

 

 

Cerchio delle “Coccinelle”

 

 

 

Reparto femminile guide

 

Assegnato agli scout

Gli scout nella mia vita

Dell’esistenza degli scout ne avevo sentito parlare qualche volta, e da ragazzo li avevo incontrati una sola volta durante le vacanze estive a Gressoney. Ne ero rimasto affascinato e incuriosito. Non avrei mai pensato di entrare a far parte degli scout e nemmeno di diventare un esperto di scautismo.
Dopo lo studio della teologia in Germania, a Benediktbeuern, ero tornato in Italia come diacono e assegnato alla comunità salesiana di Leumann, dove, nella associata parrocchia, seguivo il gruppo dei chierichetti cercando di farli crescere cristianamente, oltre che a prepararli al servizio l
titurgico. Ma dopo la mia ordinazione sacerdotale, nell’autunno del 1973, il direttore dell’oratorio di Leumann, don Edoardo Serra, mi propose di fare l’assistente scout nel reparto maschile e nei lupetti del Gruppo Leumann I, accanto a don Valentino Meloni che era assistente nelle unità femminili e a don Pietro Damu che seguiva i rover e le scolte.

Conobbi così da vicino la metodologia scout che trovai molto consona alla mia esperienza di montanaro e contadino, ma anche di educatore salesiano. Nel mondo scout trovavo la semplicità, l’autenticità della vita e della espressione, la sincerità e la schiettezza di rapporti. Ho sempre giudicato il metodo molto efficace in sè, nonostante la non sempre corretta interpretazione e applicazione del metodo da parte di diversi capi con cui lavoravo. Il mio impegno nello scautismo fu molto intenso nel periodo trascorso a Leumann (fino al 1986), discreto nel successivo periodo romano (feci l’assistente in 4 gruppi diversi e occasionalmente anche in altri). Rimasi un po’ deluso dallo scarso impegno dimostrato dai gruppi romani.

Nel 1973, quando venivo ordinato sacerdote, a livello italiano si venivano fondendo le due associazioni scout, quella maschile (ASCI – Associazione Scout Cattolici Italiani) e quella femminile (AGI – Associazione Guide Italiane) in un’unica associazione: AGESCI (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani).  Nelle Comunità Capi in quegli anni si dibatteva il tema della mixité, della collaborazione e della doppia conduzione nelle comunità scout, tema discusso perché negli oratori salesiani vigeva ancora rigidamente la separazione tra maschi e femmine.

Appena mi fu possibile, desiderando conoscere meglio il metodo, frequentai il campo scuola nazionale assistenti a Colico sul Lago di Como, con il mitico Baden (d. Andrea Ghetti). Questo campo al quale partecipavano una ventina di giovani sacerdoti, fu una vera scuola di spiritualità scout, non solo teorica, ma anche pratica. Ogni mattina avevamo una conferenza di approfondimento e meditazione sui valori scout e la spiritualità sacerdotale. Poi la dura salita verso la val Codera, per raggiungere uno sperduto villaggio, i cui abitanti conoscevano da anni le tradizioni e le canzoni scout, considerando don Andrea come il loro parroco straordinario